Archive for settembre, 2015

Responsabilità dell’amministratore residente all’estero – Giurisdizione

La Corte di Giustizia U.E. con la Sentenza 10 settembre 2015 – causa C-47/14 si è pronunciata sull’interpretazione del regolamento n. 44/2001, (ora regolamento 1215/2012) nell’ambito di una causa avente ad oggetto la domanda di risarcimento del danno proposta da una società con sede nei Paesi Bassi e dalle tre società controllate con sede in Germania, nei confronti del loro ex direttore e amministratore.

La Corte di Giustizia ha preliminarmente rilevato la necessità di qualificare il rapporto che lega l’amministratore alla società, qualificazione che deve essere operata con riferimento al diritto dell’Unione e non a quello nazionale.

Sul punto, ha affermato che occorre verificare, nel caso di specie, se il convenuto, nella sua qualità di  direttore e di amministratore “abbia fornito, per un certo periodo di tempo, a favore della società e sotto la direzione di quest’ultima, prestazioni in contropartita delle quali abbia ricevuto una retribuzione”.

 In tal caso, infatti, sussistendo un rapporto di lavoro ai sensi dell’art. 18, par. 1 del regolamento n. 44/2001, occorrerebbe applicare le regole sulla competenza previste al capo II, sezione 5, regolamento 44/2001.

La Corte ha poi rilevato che ove il giudice del rinvio non riscontri le suddette caratteristiche, “si può ritenere che [ il rapporto che lega la società all’amministratore e direttore] abbia natura contrattuale e, conseguentemente, l’azione promossa dalla società contro il suo ex amministratore – a causa dell’asserita violazione del suo obbligo di svolgere correttamente le funzioni su di lui incombenti in forza del diritto societario – rientri nella nozione di ‘materia contrattuale’ ai sensi dell’art. 5, punto 1, del regolamento n. 44/2001”.

Ai fini della competenza, in questo caso, “il giudice del rinvio deve determinare quale sia il luogo in cui l’amministratore ha effettivamente svolto, in misura prevalente, le proprie attività in esecuzione del contratto, a condizione che la prestazione dei servizi nel luogo considerato non sia contraria alla volontà delle parti quale risulta dagli accordi tra le stesse”.

Ove, infine, la società citi “in giudizio il suo ex amministratore per condotta asseritamente illecita, l’art. 5, punto 3, del regolamento n. 44/2001 dev’essere interpretato nel senso che tale azione giudiziale rientra nella materia degli illeciti civili se la condotta contestata non può essere considerata come una violazione degli obblighi di diritto societario incombenti sull’amministratore, profilo che spetta al giudice del rinvio verificare.”Sentenza Corte di Giustizia U.E. 10 settembre 2015

Fallimento – Facoltà di scioglimento del contratto preliminare ex art. 72 LF-Esercizio da parte del curatore del promittente venditore – Limiti: trascrizione domanda giudiziale ex art. 2932 c.c.

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite con la pronuncia n. 18131 del 16.09.2015, a risoluzione di contrasto, ha affermato che il curatore fallimentare del promittente venditore non può esercitare la facoltà di scioglimento del preliminare ex art. 72 L.F. nei confronti del promissario compratore il quale abbia trascritto prima della dichiarazione di fallimento una domanda ex art. 2932 c.c. successivamente accolta con sentenza trascritta.

Le Sezioni Unite hanno quindi confermato il loro orientamento già espresso con la pronuncia n. 12505 del 2004, da cui si erano invece discostate le Sezioni semplici della Corte di Cassazione e la giurisprudenza di merito (Cass. nn. 24936/10, 20451/05, 28479/05, 46/06, 542/06, 33/2008, 17405/09, Corte di Appello Napoli 17.05.10, Banca Dati pluris Cedam, Trib. Treviso Sez. Montebelluna, 12/2/2010, in Contratti, 2010, 795 e ss e Tribunale Milano 8/06/2012 in Fallimento, 11/2012, p. 1389).

Pubblichiamo la Sentenza della Corte di Cassazione a Sezione Unite n. 18131 del 16.9.20152932 fall. S.U. 2015