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Illecito penale con sanzioni pecuniarie civili: la novità del D. lgs. 15.1.2016, n. 7

Il Governo ha varato due decreti legislativi, n. 7 e n. 8 del 15.1.2016, in attuazione della legge delega in materia di depenalizzazione. La portata innovativa di queste norme, in vigore dal 6 febbraio 2016, ha ripercussioni di rilievo anche in ambito civilistico.

L’art. 4 del D. lgs. 7/2016, in particolare, depenalizza alcune condotte, che vengono sanzionate civilmente attraverso una sanzione pecuniaria che sostituisce la sanzione penale. Il giudice adito in sede civile per il risarcimento del danno cagionato dalla condotta depenalizzata, in presenza di dolo, può condannare il convenuto non soltanto a risarcire la vittima danneggiata, ma anche al pagamento di una sanzione pecuniaria.

La vittima della condotta depenalizzata, infatti, può rivolgersi al giudice civile per chiedere il risarcimento del danno ingiustamente patito. Il giudice civile, qualora accerti la responsabilità ex art. 2043 C.C. e accolga la domanda risarcitoria, in presenza di dolo è tenuto a irrogare una sanzione pecuniaria civile, che sarà incassata dall’erario dello Stato.

L’importo di tale sanzione è determinato discrezionalmente dal giudice, che, ai sensi dell’art. 5 del D. lgs. 7/2016, deve considerare:

  • la gravità della violazione;
  • la reiterazione dell’illecito (da valutarsi alla luce dei presupposti di cui al successivo art. 6);
  • l’arricchimento del soggetto responsabile;
  • l’opera svolta dall’agente per eliminare o attenuare le conseguenze della propria condotta illecita;
  • la personalità dell’agente;
  • le condizioni economiche dell’agente.

Il processo, pur prevedendo l’irrogazione di una sanzione pecuniaria, si svolge nelle forme del processo civile. Il processo, dunque, è introdotto mediante atto di citazione. La sanzione pecuniaria civile non può essere irrogata qualora l’atto introduttivo del giudizio sia stato notificato nelle forme di cui all’art. 143 c.p.c., e dunque a persona irreperibile, salvo in caso di successiva costituzione del convenuto oppure qualora risulti con certezza che egli abbia avuto conoscenza del processo.

In presenza di concorso di persone nella condotta, ciascuno dei concorrenti soggiace all’applicazione dell’intera sanzione civile: benché la sanzione abbia natura civilistica, la natura sanzionatoria è prevalente e non siamo in presenza di una forma di solidarietà passiva.

Per un elenco completo delle condotte depenalizzate, si guardi all’art. 4 dell’allegato D.lgs.7 del 15.1.2016.

Irene Moccia
Studio Tabellini