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L’estensione della disciplina del lavoro subordinato ai co.co.co etero-organizzati: i chiarimenti della circolare 3/2016 del Ministero del Lavoro

Il Ministero del Lavoro con la circolare n. 3 del 2016 ha fornito le prime istruzioni interpretative relative all’art. 2 del D. Lgs. n. 81 del 2015, in tema di collaborazioni lavorative organizzate dal committente.

L’art. 2, comma 1, del D. Lgs. 81/2015 dispone che, a partire dal 1° gennaio 2016, alle collaborazioni “esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione  sono  organizzate  dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro” si applichi la disciplina del rapporto di lavoro subordinato.

Le collaborazioni che avranno dette caratteristiche godranno pertanto di ogni istituto, sia legale sia contrattuale, tipico del lavoro subordinato, ad esempio trattamento retributivo, inquadramento previdenziale, orario di lavoro, tutele previste per i licenziamenti illegittimi, ecc.

La Circolare sintetizza nel concetto di etero-organizzazione le condizioni necessarie affinché la norma di legge produca questo effetto. E ne ravvisa la ricorrenza allorchè:

i)             il rapporto sia continuativo, ovverosia deve “ripetersi in un determinato arco temporale al fine di conseguire una reale utilità”;

ii)            le prestazioni abbiano natura personale, ovverosia siano “svolte personalmente dal titolare del rapporto, senza l’ausilio di altri soggetti”;

iii)           le prestazioni siano organizzate dal committente, almeno per quanto riguarda “i tempi e il luogo di lavoro”.

La Circolare chiarisce, inoltre, che il Legislatore non dispone una riqualificazione formale della collaborazione organizzata dal committente in un rapporto di lavoro subordinato, anche se l’estensione delle norme tipiche del lavoro subordinato ad un diverso rapporto ne determina una riqualificazione sostanziale.

La Circolare si occupa altresì della disposizione contenuta nel comma 2 dell’art. 2 del D. Lgs. 81/2015, dove il Legislatore ha stabilito che determinate collaborazioni sono escluse dal disposto del comma precedente sebbene integrino il requisito dell’etero-organizzazione.

Le collaborazioni in questione sono quelle disciplinate da accordi collettivi nazionali, quelle che richiedono l’iscrizione ad albi professionali, quelle relative a funzioni di amministrazione e controllo di società e, infine, quelle rese ai fini istituzionali in favore di società sportive dilettantistiche affiliate a federazioni riconosciute dal CONI.

Il Ministero precisa che in tal caso la qualificazione della collaborazione in termini di subordinazione rimane possibile, ma a tal fine non è sufficiente il requisito della etero-organizzazione, è necessario che sia ravvisabile una vera e propria etero-direzione ai sensi dell’art. 2094 cod. civ.

 

Nicola Petito

Studio Tabellini

     ML_Cir.n. 2-2016