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Il concetto di “nuovo cliente” nell’indennità di cessazione del rapporto di agenzia secondo la Corte di Giustizia europea

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea con la sentenza del 7 aprile 2016 (causa C-315/14), è intervenuta nuovamente sul contratto di agenzia, affrontando una questione concernente l’interpretazione dell’art. 17, par. 2, lett. a, della Direttiva 86/653. Tale disposizione prevede che l’agente per avere diritto alla corresponsione dell’indennità di portafoglio clienti a seguito della cessazione del rapporto debba aver procurato “nuovi clienti” al preponente; ed è proprio l’interpretazione di questo concetto ad essere al centro della pronuncia in esame.

La questione è approdata dinanzi ai giudici europei a seguito del rinvio pregiudiziale operato dalla Corte di Cassazione Federale tedesca. I giudici tedeschi, infatti, ritenevano necessario un chiarimento in ordine alla compatibilità tra l’art. 17, par. 2, lett. a, della Direttiva 86/653 e la norma nazionale (Paragrafo 89b(1) Codice del Commercio tedesco) in virtù della quale lo sviluppo significativo da parte dell’agente dei rapporti commerciali con un cliente già esistente permette di considerare lo stesso, da un punto di vista economico, come “nuovo cliente”.

La Corte di Giustizia Europea si è espressa con favore verso questa interpretazione in considerazione delle finalità della Direttiva 86/653. Tale strumento normativo, infatti, è stato predisposto al fine di garantire un maggior grado di tutela all’agente nei confronti del preponente. Alla luce di ciò, a parere dei giudici non sarebbe plausibile interpretare l’espressione “nuovi clienti” in maniera restrittiva. Per questo motivo la normativa tedesca è da considerarsi priva di ogni profilo di incompatibilità con il diritto europeo. Nello specifico, nel caso in cui “conformemente ai termini del proprio contratto di agenzia, l’agente commerciale sia incaricato di trattare la vendita di un segmento della gamma di merci del preponente e non della gamma intera, la circostanza che un soggetto intrattenesse già rapporti commerciali con il preponente stesso con riguardo ad altre merci non esclude che essa possa essere considerato quale nuovo cliente acquisito dall’agente commerciale, qualora questi, grazie ai propri sforzi, sia riuscito a porre in essere rapporti commerciali tra il soggetto in questione e lo stesso preponente con riguardo alle merci di cui gli sia stata affidata la vendita”.

La Corte, però, in conclusione osserva che il fatto che tali soggetti fossero già in rapporti commerciali con il preponente può avere rilevanza nella determinazione del quantum dell’indennità, ove sia provato che l’agente abbia goduto di un vantaggio determinato dai pregressi rapporti commerciali tra preponente e clienti.

Nicola Petito

Studio Tabellini

Allegato:

Corte Giustizia Europea 7_4-16_art_17_2_italiano