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Il Decreto Legge n. 59 del 3 maggio 2016: le novità introdotte in tema di garanzie per la concessione del credito, procedure concorsuali ed espropriazione forzata

Il Decreto Legge n. 59 del 3 maggio 2016, rubricato “Disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonché a favore degli investitori in banche in liquidazione”, è stato convertito con la Legge n. 119 del 30 giugno 2016.

Il Legislatore è così intervenuto in molti ambiti, dalle procedure concorsuali, all’espropriazione forzata, passando per la codificazione di nuove garanzie concedibili dalle imprese alle banche, per agevolare l’apertura di nuove linee di credito.

La maggiore novità del Decreto è rappresentata da queste ultime misure, finalizzate a rendere più snelle e garantite le operazioni di finanziamento alle imprese. A tal fine, sono stati codificati il “pegno non possessorio” (art. 1 del D.L. 59/2016) e il patto marciano (art. 2 del D.L. 59/2016).

Il primo istituto è il contratto da concludersi per iscritto, a pena di nullità, con il quale un soggetto iscritto nel registro delle imprese per garantire un credito concesso a lui o ad un terzo può costituire pegno sui beni mobili, anche immateriali, destinati all’impresa, ad esclusione dei beni mobili registrati, siano essi esistenti o futuri, o determinati e determinabili, senza dover farne consegna al creditore, diversamente da quanto prima d’ora imposto dalla legge (art. 2786 Cod. Civ.). Al verificarsi di un evento che determina l’escussione del pegno, poi, il garantito potrà, previo avviso scritto al datore della garanzia: i) procedere alla vendita del bene dato in pegno; ii) escutere i crediti oggetto di pegno; iii) concedere il bene in locazione; iv) appropriarsi dei beni in pegno fino a concorrenza della somma garantita.

Il secondo istituto contemplato nella legge in esame (il patto marciano) è un contratto tra la banca finanziatrice e l’impresa finanziata avente ad oggetto il trasferimento alla banca di un bene immobile – di proprietà dell’impresa debitrice o di un terzo – sospensivamente condizionato all’inadempimento del mutuatario. L’immobile oggetto del patto può essere di qualunque genere, ad esclusione dell’immobile adibito ad abitazione principale del proprietario, del coniuge o di suoi parenti e affini entro il terzo grado.

Glie elementi peculiari di questa forma negoziale sono evidenti: in caso di inadempimento, l’immobile diviene senz’altro di proprietà della banca, che potrà tenerlo oppure venderlo direttamente per compensare il proprio credito con il ricavato della vendita, senza dover avviare una procedura esecutiva immobiliare. L’eventuale differenza tra il valore di stima e l’ammontare del debito inadempiuto e delle spese di trasferimento, poi, dovrà essere obbligatoriamente corrisposto dal creditore al proprietario.

Il Legislatore è altresì intervenuto sulle disposizioni in materia di espropriazione forzata, modificando il contenuto necessario per l’atto di pignoramento, riducendo il termine per l’opposizione ex art. 615, comma 2, Cod. Proc. Civ. e introducendo l’obbligo di provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo per le somme non contestate, anche in presenza di opposizione (art. 4 del D.L. 59/2016).

Tra le modifiche minori attuate dal Legislatore va annoverato anche l’intervento sulla Legge fallimentare, dove sono state introdotte alcune disposizioni volte a velocizzare le procedure concorsuali, tra cui la possibilità rispettivamente per il giudice delegato ed il tribunale di disporre lo svolgimento in via telematica delle udienze e delle adunanza dei creditori in ragione del numero di creditori e dell’entità del passivo (art 6 del D.L. 59/2016).

 

Nicola Petito

Studio Tabellini