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Giurisdizione per le azioni di responsabilità nelle procedure concorsuali

La Corte di giustizia dell’Unione europea con la sentenza del 20 dicembre sulla causa C-649/16 ha definito una questione pregiudiziale sollevata dalla Corte suprema austriaca relativa ai limiti applicativi dei Reg. n. 1215/2012 e 1346/2000.

Il caso di specie riguarda una controversia sorta in seguito al rigetto di un piano di risanamento proposto nell’ambito di una procedura di amministrazione controllata avviata in Slovacchia.

Alcuni azionisti della società in crisi avevano promosso un’azione di responsabilità nei confronti dei componenti del detto comitato, lamentando di aver subìto un danno consistente nella perdita di valore delle quote a causa dell’ingiustificato rifiuto del piano di risanamento da parte del comitato dei creditori.

Il Tribunale austriaco con la questione pregiudiziale sollevata chiedeva se l’esclusione delle procedure relative alla liquidazione di società in stato di insolvenza, dei concordati, dei fallimenti e delle procedure affini dall’ambito d’applicazione del Reg. n. 1215/2012, dovesse essere interpretata nel senso che anche“l’azione di responsabilità extracontrattuale proposta contro i membri di un comitato dei creditori a causa del comportamento di questi ultimi adottato in occasione di un voto in merito a un piano di risanamento nell’ambito di una procedura di insolvenza” dovesse essere esclusa dall’ambito di applicazione ratione materiae di tale regolamento.

La Corte di giustizia, considerando l’azione di responsabilità una conseguenza indissociabile e diretta dell’esercizio del comitato dei creditori, ha escluso l’applicazione del Reg. n. 1215/2012 e, seguendo le disposizioni del Reg. n. 1346/2000 sulle procedure d’insolvenza, ha individuato come giudice competente quello dello Stato in cui è stata aperta la procedura d’insolvenza, quindi lo Stato membro in cui è situato il centro degli interessi principali del debitore.

Inoltre, la Corte ha sottolineato l’importanza che i summenzionati regolamenti siano interpretati in modo tale da evitare qualsiasi sovrapposizione tra le norme che tali testi enunciano. Ne consegue, secondo il ragionamento della Corte, che per evitare sovrapposizione tra i due regolamenti l’ambito d’applicazione del Reg. n. 1346/2000 sia ridotto alle azioni che derivano direttamente da una procedura d’insolvenza e che ad essa siano strettamente connesse

Luca Tabellini

C Giustiz 20 dic 2017