La Corte di Giustizia dell’Unione europea si è pronunciata sui confini di applicabilità del Reg. 650/2012 in materia di certificato successorio europeo

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, sez. II, si è pronunciata il 1 marzo 2018 sulla causa C-558/16, concernente la possibilità di far figurare nel certificato successorio europeo la quota ereditaria del coniuge superstite. Detto certificato è stato introdotto dal Regolamento (UE) n. 650/2012, volto a disciplinare tutti gli aspetti del diritto civile in materia di successione a causa di morte, ed è destinato ad essere utilizzato dagli eredi e/o dai legatari che vantino diritti diretti sulla successione apertasi in uno Stato e che debbano far valere la loro qualità di eredi o legatari in un altro Stato membro.

Nel caso di specie, tra una coppia di coniugi tedeschi vigeva un regime di comunione legale limitata agli incrementi patrimoniali realizzati in costanza di matrimonio. Alla morte del marito, la vedova chiede ad un notaio il rilascio del certificato successorio europeo per trascrivere il diritto di proprietà su un immobile sito in Svezia. Suddetto notaio trasmette la richiesta al Tribunale circoscrizionale di Schöneberg, dove il giudice respinge la domanda di certificato successorio europeo, in quanto la quota attribuita alla signora si fonda per un quarto su un regime successorio e per un altro quarto sul regime patrimoniale tra i coniugi previsto dal paragrafo 1371 del BGB (codice civile tedesco). A parere del Tribunale tedesco, quest’ultimo quarto, che riguarda un regime patrimoniale tra i coniugi e non la materia successoria, non rientrerebbe nell’ambito di applicazione del Regolamento (UE) n. 650/2012.

A seguito del ricorso proposto dalla donna avverso tale decisione, il Tribunale Superiore del Land di Berlino formula un rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea in cui chiede, in primo luogo, se l’ambito di applicazione del Regolamento (UE) in questione si riferisce anche a disposizioni di diritto nazionale che, disciplinando questioni inerenti ai regimi patrimoniali per il periodo successivo alla morte di un coniuge, prevedono l’aumento della quota successoria legale dell’altro. In secondo luogo, se la quota ereditaria del coniuge superstite può essere integralmente iscritta nel certificato successorio europeo.

La Corte ha dichiarato che “l’articolo 1, paragrafo 1, del Regolamento (UE) n. 650/2012 deve essere interpretato nel senso che rientra nell’ambito di applicazione di tale regolamento una disposizione nazionale, come quella in discussione nel procedimento principale, la quale preveda in caso di decesso di uno dei coniugi, un conguaglio forfettario degli incrementi patrimoniali realizzati in costanza di matrimonio mediante maggiorazione della quota ereditaria del coniuge superstite”.

Tale soluzione rispecchia l’orientamento della Corte secondo cui l’interpretazione autonoma ed uniforme di una norma europea deve essere effettuata tenendo in considerazione non solo i termini della disposizione stessa, ma anche il suo contesto e lo scopo perseguito. Il conseguimento dell’obiettivo del certificato successorio, infatti, sarebbe considerevolmente ostacolato nel caso in cui, questo, non comprendesse l’informazione completa relativa ai diritti del coniuge superstite concernenti la massa ereditaria.

La Corte di Giustizia ha evidenziato come la norma oggetto del procedimento principale abbia lo scopo di ripartire in modo forfettario i beni acquisiti durante il matrimonio, compensando la situazione di svantaggio risultante dall’interruzione del regime legale di comunione limitata agli incrementi patrimoniali a causa del decesso del coniuge, così evitando di dover determinare con precisione la composizione e il valore del patrimonio all’inizio e alla fine del matrimonio. Per tali ragioni, a parere della Corte, la norma nazionale che riguardi principalmente la successione del coniuge deceduto e non il regime patrimoniale tra coniugi si ricollega alla materia successoria ai fini dell’applicazione del Regolamento (UE) n. 650/2012.

Francesca Rosa

Nicola Petito

Studio Tabellini

Allegato: CGUE Causa C-558-2016