Investire in Iran: la disciplina del “Foreign Investment Promotion and Protection Act” (FIPPA)

Con l’avvicinarsi dell’Implementation Day del JCPOA, ossia del momento in cui avrà inizio il processo di progressiva revoca delle sanzioni economiche imposte nei confronti dell’Iran, giova enucleare gli aspetti centrali della “Legge iraniana sulla promozione e la protezione degli investimenti stranieri” (di cui si riporta il testo integrale in allegato), al fine di comprendere quali siano la disciplina normativa e le procedure a cui chi vorrà investire nel Paese andrà incontro.

L’elemento centrale della normativa è far sì che l’investitore straniero che rispetti le condizioni e gli adempimenti previsti dalla stessa Legge ottenga il medesimo trattamento di un investitore locale (Articolo 8).

Secondo quanto disposto dal FIPPA, gli investimenti stranieri che ne rispettino i requisiti e siano autorizzati non possono essere espropriati se non per ragioni di pubblica utilità e a condizione di una appropriata compensazione basata sul reale valore dell’investimento al momento dell’espropriazione (Articolo 9).

La Legge prevede, altresì, regole relative al trasferimento dei capitali d’investimento e dei relativi frutti. A tal proposito, la Normativa in esame dispone che il capitale originato e i profitti maturati possano essere rimpatriati a condizione che sia rispettata la procedura prevista dall’articolo 13. La stessa disciplina è osservata per i dividendi risultanti dagli investimenti stranieri (Articolo 14).

Chi voglia investire, affinché il proprio investimento sia ammesso ai sensi del FIPPA, deve ottenere la “licenza di investimento” prevista dall’Articolo 6. All’uopo deve presentare una domanda all’OIETAI (“Organization for Investment Economic and Technical Assistance of Iran”). L’investimento, per essere autorizzato, deve avere i seguenti requisiti: i) deve comportare crescita economica, promuovere la tecnologia, aumentare le opportunità di occupazione, le esportazioni e la qualità dei prodotti; ii) non deve minacciare la sicurezza nazionale, gli interessi pubblici, l’ambiente o l’economia nazionale o gli effetti degli investimenti domestici; iii) non deve risultare in monopolio; iv) infine, l’indice dato dal valore delle merci e servizi prodotti dagli investimenti esteri oggetto di questa legge rapportato al valore di merci e servizi del mercato locale non deve superare il 25% di ciascun settore e il 35% di ciascun sottosettore (Articolo 2). FIPPA_ENGLISH

  Nicola Petito

Studio Tabellini