La validità della clausola di proroga della giurisdizione contenuta in condizioni generali del contratto disponibili esclusivamente online

Con la sentenza a Sezioni unite n. 21622 del 19 settembre 2017, la Corte di Cassazione si è espressa sulla validità della clausola di proroga della giurisdizione contenuta all’interno di condizioni generali del contratto consultabili mediante accesso ad un sito internet.

Nel caso di specie, la Suprema Corte è stata chiamata a pronunciarsi a seguito di un regolamento preventivo di giurisdizione proposto da una società di diritto tedesco, che era stata convenuta dinnanzi al Tribunale di Milano per essere condannata al risarcimento del danno a seguito dell’inadempimento di un contratto concluso mediante lo scambio di messaggi di posta elettronica. La società ricorrente riteneva che la giurisdizione per le controversie concernenti il contratto fosse quella dell’autorità giudiziaria tedesca, in ragione di una clausola apposita contenuta all’interno delle condizioni generali del contratto disponibili sul sito internet della stessa società.

A parere dell’intimata, tuttavia, la clausola relativa alla giurisdizione richiamata dalla ricorrente era inesistente, poiché le condizioni generali che la contenevano non erano state prodotte, e in ogni caso sarebbe stata nulla in quanto non oggetto di accordo tra le parti e carente dei requisiti di forma e sostanza di cui all’art. 23 del Regolamento 44/2001/CE, applicabile ratione temporis, e di cui all’identico art. 25 del successivo Regolamento UE n. 1215/2012 che lo ha sostituito.

La Suprema Corte ha ritenuto che tale affermazione fosse infondata, poiché le condizioni generali del contratto erano espressamente richiamate nell’ordine di acquisto ed erano accessibili mediante un sito web. A tal proposito, la Corte ha richiamato la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 21 maggio 2015 (C-322/14), dove è stato affermato che ove la clausola di proroga della giurisdizione sia contenuta in condizioni generali di contratto disponibili mediante accesso ad un sito internet, si è in presenza di “una comunicazione che permette di registrare durevolmente tale clausola, ai sensi di tale disposizione, allorché consente di stampare e di salvare il testo di dette condizioni prima della conclusione del contratto”.

A parere della Corte di legittimità, dunque, è valida e compatibile con l’art. 23 del Regolamento 44/2001/CE la clausola di proroga della giurisdizione contenuta in condizioni generali di contratto disponibili mediante accesso ad un sito internet, se costituisce una comunicazione elettronica che permette di registrare durevolmente tale clausola, consentendo di stampare e di salvare il testo di dette condizioni prima della conclusione del contratto.

 

Nicola Petito

Studio Tabellini

 

Allegato: Cass. 21622-2017